Marta | Como

In Open Calls by coca project

COVID-19 STORY

ore 22.38 Giovedì 19 Marzo 2020 Come la racconto questa storia? forse posso iniziare da questa mattina… dalla prima cosa che ho fatto oggi, cioè aprire la finestra. Io abito in un posto meraviglioso, ogni volta che apro la finestra mi sembra di stare in vacanza oggi il sole splendeva, gli uccellini cinguettavano e la gente moriva. l’acqua del lago era limpida, immobile, uno specchio, a pranzo ho visto il video di camion dell’esercito lasciare Bergamo pieni di cadaveri. la nonna sta bene, vive abbastanza isolata e due giorni fa ho fatto per lei la spesa con guanti e mascherina, mi sono dimenticata di disinfettare i prodotti che ho comprato, spero non servisse. mia mamma e mio papà sono in casa con me e sono pieni di energie, spero di non avere nulla e di non averli contagiati, mio padre ha lavorato fino ad una settimana fa, il compagno di una sua collega è positivo. le lezioni non si fermano, bene! oggi conferenza con i ragazzi di Bergamo, alcuni hanno il raffreddore e i genitori influenzati, i bambini non ce la fanno più a stare a casa e di sottofondo si sente il loro pianto. sento spesso i miei amici e ci facciamo forza a vicenda, la ragazza di un mio amico è medico in un’altra città e oggi ha fatto il tampone, i risultati non si sanno ancora. per fortuna ho una casa, del cibo e la mia famiglia anche se con mia sorella parlo poco, a cena un ex collega venticinquenne di mio padre lo ha informato che suo padre è in terapia intensiva. anche io ho fatto l’errore di sottovalutarla, anche io ho corso dei rischi involontariamente prima che si sapesse. potrei aver fatto l’errore più grande della mia vita, anche se sono stata attenta, o potrebbe essermi andata bene. ma domani si riparte da capo. “non possiamo sapere come andrà il futuro, ma possiamo sapere che le cose succedono, si sviluppano, e sai… io credo nel bene, che alla fine andrà bene, e lo credo con tutto il cuore. Quindi tu, anche tu, non perdere questa speranza” questa è la traduzione della fine di un video che parla di altro, parla di un’altra guerra, ma il messaggio è lo stesso. Anche se non ripongo molta fiducia nei cartelli con gli arcobaleni, le serenate in balcone e le povere bandiere impiccate alle ringhiere.

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ore 22.38 Giovedì 19 Marzo 2020 Come la racconto questa storia? forse posso iniziare da questa mattina… dalla prima cosa che ho fatto oggi, cioè aprire la finestra. Io abito in un posto meraviglioso, ogni volta che apro la finestra mi sembra di stare in vacanza oggi il sole splendeva, gli uccellini cinguettavano e la gente moriva. l’acqua del lago era limpida, immobile, uno specchio, a pranzo ho visto il video di camion dell’esercito lasciare Bergamo pieni di cadaveri. la nonna sta bene, vive abbastanza isolata e due giorni fa ho fatto per lei la spesa con guanti e mascherina, mi sono dimenticata di disinfettare i prodotti che ho comprato, spero non servisse. mia mamma e mio papà sono in casa con me e sono pieni di energie, spero di non avere nulla e di non averli contagiati, mio padre ha lavorato fino ad una settimana fa, il compagno di una sua collega è positivo. le lezioni non si fermano, bene! oggi conferenza con i ragazzi di Bergamo, alcuni hanno il raffreddore e i genitori influenzati, i bambini non ce la fanno più a stare a casa e di sottofondo si sente il loro pianto. sento spesso i miei amici e ci facciamo forza a vicenda, la ragazza di un mio amico è medico in un’altra città e oggi ha fatto il tampone, i risultati non si sanno ancora. per fortuna ho una casa, del cibo e la mia famiglia anche se con mia sorella parlo poco, a cena un ex collega venticinquenne di mio padre lo ha informato che suo padre è in terapia intensiva. anche io ho fatto l’errore di sottovalutarla, anche io ho corso dei rischi involontariamente prima che si sapesse. potrei aver fatto l’errore più grande della mia vita, anche se sono stata attenta, o potrebbe essermi andata bene. ma domani si riparte da capo. “non possiamo sapere come andrà il futuro, ma possiamo sapere che le cose succedono, si sviluppano, e sai… io credo nel bene, che alla fine andrà bene, e lo credo con tutto il cuore. Quindi tu, anche tu, non perdere questa speranza” questa è la traduzione della fine di un video che parla di altro, parla di un’altra guerra, ma il messaggio è lo stesso. Anche se non ripongo molta fiducia nei cartelli con gli arcobaleni, le serenate in balcone e le povere bandiere impiccate alle ringhiere.

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