Mariannna Pastore | Lille – Francia

In Open Calls by coca project

COVID-19 STORY

Il moi non è un racconto positivo, non finirà con un #andràtuttobene, perché non va bene…

 

« pouahhh presque 800 morts en 24 heurs en Italiiiiie !!! »

Questo è il mio coinquilino (o meglio, il mio amico che mi ospita da più di un mese perché mi manca il letto) che ha appena gridato guardando un canale di informazioni che odiamo, ma che guardiamo in loop da una settimana e più.

È cosi strano ciò che sto vivendo in questi giorni, cosi estraniante, cosi privo di speranza. Ma cosi “vivo”…
Sono di Martina Franca, ma a  Lille da quattro anni e mezzo, e ho l’impressione di vivere all’inferno. In un inferno molto meno malvagio di quello in cui continuano a vivere i senza tetto (multati perché non sono a casa… ma quale casa?? Senza quasi più aiuti, senza distribuzioni di alimenti, senza considerazione da parte di chi dovrebbe concederla…ma bon, la smetto con questa storia…)

Leggo da lontano, troppo lontano, i vostri racconti, le storie che arrivano da Terra Mia, cerco di prendere notizie dei miei cari il più possibile e leggo anche di chi si lamenta di vivere con i genitori. È sicuramente complicato, inusuale, ma chiedo un istante di pensare a chi come me è lontano migliaia di chilometri, con l’incubo di avere una brutta notizia e di non poter neppure raggiungere i propri cari in tempo, o che semplicemente sogna di poterli toccare e non dover subire la violenza di uno schermo.

Per chi non mi conosce, sono una persona che schifa tanto il contatto umano con chi non conosce, ma che non sa vivere senza quello con la gente che ama… mi sento castrata, privata di un elemento vitale. Sono quella persona che ti salta al collo e ti riempie di baci, quella che mentre cammini ti tocca la spalla e che si lancia in un abbraccio se tocchi la sua.

Con mio stupore, qui, sono stata una delle prime persone a prendere distanza, ad evitare il contatto con gli altri… il tutto tra le risate generali (che continuano anche quando cammino per strada con maschera e guanti per le commissioni essenziali). E a poco è servito ripetere “Sai, devo farlo… sono asmatica, e ho un trattamento immunodepressore…se fai l’imbecille e muoio, sarà anche colpa tua” il tutto condito con un grande sorriso, nascosto sotto la maschera, bien sûr!!!
Mi hanno detto di fare terrorismo psicologico, di esagerare. Ero e sono su una lista elettorale e ho smesso da tempo di fare campagna per strada… ora qualcuno ridendo mi dice “ sei la Assange de la sanità, scusa”; ma accanto a questa gente c’è chi ancora se ne frega completamente, chi pensa sia un complotto, chi pensa che il virus non esista, chi semplicemente non pensa e continua ad organizzare  aperitivi collettivi in casa (che mi fanno pensare tanto alla storia delle mamme che organizzavano feste “passami-il-morbillo”). E c’è anche chi mi ha detto “Marianna, hai istinti suicidari da tempo, perché hai cosi tanta paura di essere contagiata?”… Bene…benissimo!

Sto reagendo a tutto questo facendo le scale di casa decine di volte al giorno (la famosa casa senza letto), recuperando tutte le pulizie lasciate indietro, cosi come le procedure amministrative. Ho messo da parte il mio migliore amico qui, che non capisce, che sente ciò che accade ma senza realmente ascoltarlo, malgrado la sua “fragilità” dovuta alla sclerosi multipla, sentendomi incapace di svegliarlo, e reprimendo la voglia di prenderlo a sberle e farlo rinvenire alla realtà.

A lavoro c’è una guerra stupida in corso nonostante la situazione di crisi,
la mia famiglia mi manca, vorrei abbracciare il mio ex ragazzo e dirgli che lo sento vicino e che penso a lui e alla sua ragazza e che spero possano essere uno accanto all’altra in questo momento cosi duro… “Dio, come ti amo”, come sempre… come mai. Penso ai mei amici, alle loro famiglie e a tutti quei “vecchi” di cui in tanti sembrano fregarsene, ai “fragili” come me, ai “forti” che pensano che nulla possa mai accadere nel loro universo.

In tutto ciò, continuerò con il mio stupido humor noir, con le mie allerte inascoltate, con le mie corse su e giù per le scale, sperando di non ripiombare nel più grande inferno che mi accompagna da dieci anni, l’ansia e i disturbi alimentari e gli istinti malsani. Una mia amica confinata a Milano resta la sola ancora ( e forse neppure lo sa…) ora che gli appuntamenti con gli psichiatri sono saltati in aria, che alcune terapie sono considerate secondarie… … le TAC previste per altri motivi, le ecografie, tutto secondario… paracetamolo- paracetamolo- paracetamolo- paracetamolo- paracetamolo caffeinato- paracetamolo codeinato- paracetamolo codeinato- tramadol… in tutto questo caos leggerla mi fa sentire un calore che manca come l’aria, come il sole.

Tenete duro, tutti, per voi, per noi, per rivederci tutti e fare le stesse foto dell’anno scorso con nessun perduto.

 

Ritroviamo l’umiltà, e il primo grande passo sarà fatto.

 

Marianna Pastore, di Martina Franca ma da Lille – Francia.

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Mariannna Pastore | Lille – Francia

In Open Calls by coca project

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Il moi non è un racconto positivo, non finirà con un #andràtuttobene, perché non va bene…

 

« pouahhh presque 800 morts en 24 heurs en Italiiiiie !!! »

Questo è il mio coinquilino (o meglio, il mio amico che mi ospita da più di un mese perché mi manca il letto) che ha appena gridato guardando un canale di informazioni che odiamo, ma che guardiamo in loop da una settimana e più.

È cosi strano ciò che sto vivendo in questi giorni, cosi estraniante, cosi privo di speranza. Ma cosi “vivo”…
Sono di Martina Franca, ma a  Lille da quattro anni e mezzo, e ho l’impressione di vivere all’inferno. In un inferno molto meno malvagio di quello in cui continuano a vivere i senza tetto (multati perché non sono a casa… ma quale casa?? Senza quasi più aiuti, senza distribuzioni di alimenti, senza considerazione da parte di chi dovrebbe concederla…ma bon, la smetto con questa storia…)

Leggo da lontano, troppo lontano, i vostri racconti, le storie che arrivano da Terra Mia, cerco di prendere notizie dei miei cari il più possibile e leggo anche di chi si lamenta di vivere con i genitori. È sicuramente complicato, inusuale, ma chiedo un istante di pensare a chi come me è lontano migliaia di chilometri, con l’incubo di avere una brutta notizia e di non poter neppure raggiungere i propri cari in tempo, o che semplicemente sogna di poterli toccare e non dover subire la violenza di uno schermo.

Per chi non mi conosce, sono una persona che schifa tanto il contatto umano con chi non conosce, ma che non sa vivere senza quello con la gente che ama… mi sento castrata, privata di un elemento vitale. Sono quella persona che ti salta al collo e ti riempie di baci, quella che mentre cammini ti tocca la spalla e che si lancia in un abbraccio se tocchi la sua.

Con mio stupore, qui, sono stata una delle prime persone a prendere distanza, ad evitare il contatto con gli altri… il tutto tra le risate generali (che continuano anche quando cammino per strada con maschera e guanti per le commissioni essenziali). E a poco è servito ripetere “Sai, devo farlo… sono asmatica, e ho un trattamento immunodepressore…se fai l’imbecille e muoio, sarà anche colpa tua” il tutto condito con un grande sorriso, nascosto sotto la maschera, bien sûr!!!
Mi hanno detto di fare terrorismo psicologico, di esagerare. Ero e sono su una lista elettorale e ho smesso da tempo di fare campagna per strada… ora qualcuno ridendo mi dice “ sei la Assange de la sanità, scusa”; ma accanto a questa gente c’è chi ancora se ne frega completamente, chi pensa sia un complotto, chi pensa che il virus non esista, chi semplicemente non pensa e continua ad organizzare  aperitivi collettivi in casa (che mi fanno pensare tanto alla storia delle mamme che organizzavano feste “passami-il-morbillo”). E c’è anche chi mi ha detto “Marianna, hai istinti suicidari da tempo, perché hai cosi tanta paura di essere contagiata?”… Bene…benissimo!

Sto reagendo a tutto questo facendo le scale di casa decine di volte al giorno (la famosa casa senza letto), recuperando tutte le pulizie lasciate indietro, cosi come le procedure amministrative. Ho messo da parte il mio migliore amico qui, che non capisce, che sente ciò che accade ma senza realmente ascoltarlo, malgrado la sua “fragilità” dovuta alla sclerosi multipla, sentendomi incapace di svegliarlo, e reprimendo la voglia di prenderlo a sberle e farlo rinvenire alla realtà.

A lavoro c’è una guerra stupida in corso nonostante la situazione di crisi,
la mia famiglia mi manca, vorrei abbracciare il mio ex ragazzo e dirgli che lo sento vicino e che penso a lui e alla sua ragazza e che spero possano essere uno accanto all’altra in questo momento cosi duro… “Dio, come ti amo”, come sempre… come mai. Penso ai mei amici, alle loro famiglie e a tutti quei “vecchi” di cui in tanti sembrano fregarsene, ai “fragili” come me, ai “forti” che pensano che nulla possa mai accadere nel loro universo.

In tutto ciò, continuerò con il mio stupido humor noir, con le mie allerte inascoltate, con le mie corse su e giù per le scale, sperando di non ripiombare nel più grande inferno che mi accompagna da dieci anni, l’ansia e i disturbi alimentari e gli istinti malsani. Una mia amica confinata a Milano resta la sola ancora ( e forse neppure lo sa…) ora che gli appuntamenti con gli psichiatri sono saltati in aria, che alcune terapie sono considerate secondarie… … le TAC previste per altri motivi, le ecografie, tutto secondario… paracetamolo- paracetamolo- paracetamolo- paracetamolo- paracetamolo caffeinato- paracetamolo codeinato- paracetamolo codeinato- tramadol… in tutto questo caos leggerla mi fa sentire un calore che manca come l’aria, come il sole.

Tenete duro, tutti, per voi, per noi, per rivederci tutti e fare le stesse foto dell’anno scorso con nessun perduto.

 

Ritroviamo l’umiltà, e il primo grande passo sarà fatto.

 

Marianna Pastore, di Martina Franca ma da Lille – Francia.

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