Laura | Macerata

In Open Calls by coca project

COVID-19 STORY

Mi chiamo Laura e vivo a Macerata.

Questo virus sembra proprio indossare una corona, così come la conosciamo noi, quella che messa in testa da’ poteri illimitati, assoluti e incondizionati. Stiamo tutti ai suoi comodi … e pure io. Mi sono ritrovata in casa quando, invece, sarei voluta uscire, quando avrei voluto continuare a vedere i miei alunni e fare tante cose belle nella mia città con la mia associazione, passeggiare, fare sport e gli aperitivi con gli amici. Indubbiamente, questa emergenza mi ha colta di sorpresa.

La mia testa, in continuo movimento da sempre, mi ha costretta a reinventarmi sia come maestra, attraverso la scoperta di piattaforme per la didattica nuove e un diverso rapporto con gli alunni, sia come amica, cugina, sorella, ecc. Insomma, ogni giorno è un continuo mettermi alla prova.

Posso dire che la maggior parte delle mie giornate le sto trascorrendo facendo molte cose interessanti come quelle che realizzo per coinvolgere i mei concittadini e per cercare di diffondere messaggi di speranza, e quelle che creo in cucina … dolci che mi stanno sicuramente facendo ingrassare, ma che mi donano tanta felicità.

La mia vita, quindi, è molto cambiata principalmente perché non ho la possibilità di parlare e parlare con la gente che ogni giorno ero abituata a incontrare. A volte, lo confesso, mi ritrovo a parlare da sola, mi accorgo e subito mi azzittisco. Lo ammetto: ho paura di impazzire!

L’unico che mi gironzola intorno, quando, chiaramente, non dorme, è Pepe, il gatto meticcio bianco e nero che abita con me, pazzo e dolce allo stesso tempo. Guardo spesso alla finestra e penso: forse dovremmo assomigliare di più agli animali che invece di affannarsi per cercare la felicità dove magari nemmeno esiste, godono intensamente delle più piccole e semplici cose quotidiane: delle coccole, degli sguardi, del cibo, del morbido cantuccio dove riposare magari stretti in un caldo abbraccio …

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Mi chiamo Laura e vivo a Macerata.

Questo virus sembra proprio indossare una corona, così come la conosciamo noi, quella che messa in testa da’ poteri illimitati, assoluti e incondizionati. Stiamo tutti ai suoi comodi … e pure io. Mi sono ritrovata in casa quando, invece, sarei voluta uscire, quando avrei voluto continuare a vedere i miei alunni e fare tante cose belle nella mia città con la mia associazione, passeggiare, fare sport e gli aperitivi con gli amici. Indubbiamente, questa emergenza mi ha colta di sorpresa.

La mia testa, in continuo movimento da sempre, mi ha costretta a reinventarmi sia come maestra, attraverso la scoperta di piattaforme per la didattica nuove e un diverso rapporto con gli alunni, sia come amica, cugina, sorella, ecc. Insomma, ogni giorno è un continuo mettermi alla prova.

Posso dire che la maggior parte delle mie giornate le sto trascorrendo facendo molte cose interessanti come quelle che realizzo per coinvolgere i mei concittadini e per cercare di diffondere messaggi di speranza, e quelle che creo in cucina … dolci che mi stanno sicuramente facendo ingrassare, ma che mi donano tanta felicità.

La mia vita, quindi, è molto cambiata principalmente perché non ho la possibilità di parlare e parlare con la gente che ogni giorno ero abituata a incontrare. A volte, lo confesso, mi ritrovo a parlare da sola, mi accorgo e subito mi azzittisco. Lo ammetto: ho paura di impazzire!

L’unico che mi gironzola intorno, quando, chiaramente, non dorme, è Pepe, il gatto meticcio bianco e nero che abita con me, pazzo e dolce allo stesso tempo. Guardo spesso alla finestra e penso: forse dovremmo assomigliare di più agli animali che invece di affannarsi per cercare la felicità dove magari nemmeno esiste, godono intensamente delle più piccole e semplici cose quotidiane: delle coccole, degli sguardi, del cibo, del morbido cantuccio dove riposare magari stretti in un caldo abbraccio …

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