Francesca | Grottaglie

In Open Calls by coca project

COVID-19 STORY

Già da qualche anno ho imparato a non preoccuparmi troppo per il futuro perché puntualmente proprio mentre credevo di aver trovato una soluzione saltava fuori un altro problema, diverso, che cancellava tutto il lavoro che avevo fatto per creare nella mia testa un equilibrio. Insomma è inutile cercare di controllare tutto perché l’inaspettato è proprio dietro l’angolo. E questa volta l’inaspettato è un organismo microscopio che sta mandando all’aria i piani di tutti, e anche i miei. Si sta in casa e si spera che sia solo un breve congelamento delle nostre vite, in attesa che riprendano da dove le avevamo lasciate. Ma questo non è corretto perché anche se non si esce, anche se sembra di rivivere sempre lo stesso giorno, in realtà ogni giorno è un giorno nuovo. Mia figlia continua a crescere e io con lei, per non dire che io invece continuo a invecchiare. In questo congelamento delle nostre vite, mi informo su come sta andando questa epidemia, guardo il tg sul cellulare perché voglio proteggere mia figlia dalle immagini di morte, mi indigno quando vedo la gente che si lamenta per la reclusione forzata, mi lamento anche io perché in fondo è contro natura stare a un metro di distanza da chiunque, mi diverto a sentire le teorie complottiste, mi sento in colpa quando mi accorgo che finalmente ho più tempo per guardare una nuova serie TV o per riguardare per la ventesima volta Friends, mi sento felice per la fortuna di avere una bambina fantastica e un compagno che ha sempre mille cose da condividere con me e cerco con tutte le forze di allontanare il pensiero che questo stronzissimo microscopico virus possa infettare me o le persone che amo.

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Francesca | Grottaglie

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COVID-19 STORY

Già da qualche anno ho imparato a non preoccuparmi troppo per il futuro perché puntualmente proprio mentre credevo di aver trovato una soluzione saltava fuori un altro problema, diverso, che cancellava tutto il lavoro che avevo fatto per creare nella mia testa un equilibrio. Insomma è inutile cercare di controllare tutto perché l’inaspettato è proprio dietro l’angolo. E questa volta l’inaspettato è un organismo microscopio che sta mandando all’aria i piani di tutti, e anche i miei. Si sta in casa e si spera che sia solo un breve congelamento delle nostre vite, in attesa che riprendano da dove le avevamo lasciate. Ma questo non è corretto perché anche se non si esce, anche se sembra di rivivere sempre lo stesso giorno, in realtà ogni giorno è un giorno nuovo. Mia figlia continua a crescere e io con lei, per non dire che io invece continuo a invecchiare. In questo congelamento delle nostre vite, mi informo su come sta andando questa epidemia, guardo il tg sul cellulare perché voglio proteggere mia figlia dalle immagini di morte, mi indigno quando vedo la gente che si lamenta per la reclusione forzata, mi lamento anche io perché in fondo è contro natura stare a un metro di distanza da chiunque, mi diverto a sentire le teorie complottiste, mi sento in colpa quando mi accorgo che finalmente ho più tempo per guardare una nuova serie TV o per riguardare per la ventesima volta Friends, mi sento felice per la fortuna di avere una bambina fantastica e un compagno che ha sempre mille cose da condividere con me e cerco con tutte le forze di allontanare il pensiero che questo stronzissimo microscopico virus possa infettare me o le persone che amo.

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