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Tempo sospeso. 2014


ferro, garza cucita con filo di cotone. Grandezza variabile: opera composta da più parti, con diametro di 150cm circa l’una.
L’opera propone una riflessione sul tempo.
Un tempo reso concreto immaginando la traccia dei cretti che a causa dell’essicazione incidono il terreno arso. L’essicazione è la testimonianza di un tempo che scorre, è ciò che permette la percezione stessa del tempo. Nell’opera questi cretti si traducono in segni, che lentamente si sollevano acquisendo un’esistenza propria. Segni di ferro che, sospesi in aria, danno vita all’istallazione.
L’opera è poi composta dall’ombra proiettata sulla garza: ombra reale e ombra cucita. A terra rimane solo la traccia di ciò che era, come una delicata e silenziosa ombra rimasta a giacere sul suolo: una traccia di filo di cotone ricamata su un leggero tessuto di garza.
(testo estrapolato dalla critica di Chiara Seghezzi)


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Il tempo trascorso non è molto. 2018


Opera di “Prima che le foglie cadano. 100 anni dopo la fine della grande guerra”, a cura di Simona Bartolena. Dal testo critico: Marta Vezzoli, con la sua consueta delicatezza di tocco accompagnata da una straordinaria fermezza nell’attitudine, ha ragionato sulla lontananza da casa, rappresentata dall’immagine iconica di un nido. Tornare a casa: ciò che un soldato più desidera. Ma il rientro non comporta solo aspetti gioiosi: accanto alla volontà di rinascita e di ripresa della condizione di “normalità” ci sono i fantasmi di quanto vissuto, l’odore della morte sulla pelle, la disillusione con cui fare i conti. Per questo motivo i nidi non sono interi, non sono stabili e ricordano delle croci, delle sepolture. Uno è un nido vero; dalla sua base si propagano fili di ferro che formano a loro volta un altro nido, appoggiato a terra. La tensione emotiva accumulata nell’esperienza bellica non si esaurisce con il rientro a casa del soldato, ma continua, estenuante e dolorosa, come un sibilo sottile ma acuto, capace di condizionarne la psiche.


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Inside. 2015


13 garze e fili di cotone cuciti a mano, 300×40 cm l’una.
L’opera è composta da lunghi teli di garza che occupano l’ambiente scandendo spazi e possibili percorsi dentro cui lo spettatore può fruire. Ogni telo è in parte cucito con fili di cotone. La trama dei fili sulla garza ricorda scritture, ma anche la riproduzione grafica dell’attività elettrica del cuore (come nell’elettrocardiogramma) o ancora dell’attività elettrica dell’encefalo (come nell’elettroencefalogramma).
Tracce e trame da leggere col cuore e coi pensieri


Note: The text above was written by the Artist. No modification was made by C.O.C.A.


Marta Vezzoli

Italy


Brescia (IT) '76. Diplomata all'accademia di Brera in scultura, esordisce nel '98 con la collettiva Tras los pasos de Llorca. Casa de Garcìa Lorca en Valderrubio – Granada, cui seguiranno tante altre tra cui La via italiana all’informale - Venezia, Ut poesi pictura – Ferrara, Saatchi screen at Saatchi Gallery – Londra, Art de Mai - Manosque (FR). Tra le personali più recenti: Urgenti Attese, E3artecontemporanea, Brescia (2017), Kostant schwebend, Bipolar Galerie - Leipzig (2015), Confini d’Identità, Massenzio Arte - Roma (2014), Tempo sospeso - OCA Officine Creative Ansaldo - Milano (2013), Legami in-dissolti - Galleria de l’Europe in Rue de Seine - Parigi (2011). Partecipa alle fiere internazionali di Torino, Verona, Milano, Monaco, Barcellona, Stoccolma, Nizza, Gand e Strasburgo.


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