Healers 2019

L'opera è un'indagine sul rapporto tra gli esseri umani e altresì una riflessione sul tema della malattia, realtà intrinseca alla vita, che riguarda tutti, sia chi deve essere guarito, che chi compie l'atto del guarire. La conclusione è che la malattia va accettata e non temuta perché ineluttabile. Queste figure si sfiorano delicatamente, nel tentativo di lenire una sofferenza universale che non potrà sparire. Dal punto di vista formale quest'opera, come tutti gli Healers, è meno selvaggia rispetto ai precedenti lavori dell'artista, carica di modulazioni cromatiche, frutto di un assiduo studio del colore, alla ricerca dei una luce che si libera dalle cupezze dei neri e dei blu di Prussia. La tecnica impiegata è quella del monotipo, ritmato dall'applicazione, mediante il collage, di stampe monolitiche, che conferiscono volume a parti delle figure; in questo modo il segno (quasi si trattasse di un'acquaforte), cifra primaria dell'artista, si unisce al colore .

Healers 2019

L'opera è un'indagine sul rapporto tra gli esseri umani e altresì una riflessione sul tema della malattia, realtà intrinseca alla vita, che riguarda tutti, sia chi deve essere guarito, che chi compie l'atto del guarire. La conclusione è che la malattia va accettata e non temuta perché ineluttabile. Queste figure interagiscono in modo drammatico, mettendosi a nudo di fronte al fruitore con sincerità. Il supporto, la carta, è graffiato quasi fosse una lastra di zinco, e su questo fondo cupo si stagliano le figure. Anche in questo caso dunque i riferimenti al modo incisorio sono forti, nel segno e nelle modulazioni che richiamano all'acquatinta La tecnica è sempre il monotipo unito alla stampa monotipica su velina.

Healers 2019

L'opera è un'indagine sul rapporto tra gli esseri umani e altresì una riflessione sul tema della malattia, realtà intrinseca alla vita, che riguarda tutti, sia chi deve essere guarito, che chi compie l'atto del guarire. La conclusione è che la malattia va accettata e non temuta perché ineluttabile. Dl punto di vista formale quest'opera, come tutti gli Healers, è meno selvaggia rispetto ai precedenti lavori, carica di modulazioni cromatiche, frutto di un assiduo studio del colore alla ricerca dei una luce che si libera dalle cupezze dei neri e dei blu di Prussia. La tecnica impiegata è il disegno monotipo e la stampa monotipica applicata per mezzo del collage. Qui il guaritore diviene una creatura notturna, il cui palpito di ali è vita. Il guarito è appeso e il suo corpo deformato si staglia nel vuoto.

Note: The text above was written by the Artist. No modification was made by COCA.

Federica Frati

Italy

http://www.federicafrati.com

Federica Frati was born in Brescia (Lombardy, Italy) in 1977 where she lives and works. She attended an art school where she learned the main artistic techniques. After two years of attendance at the Academy of Fine Arts of Brera, she graduated at the University of Milan in modern literature. Her practice investigates the inner reality of human being meant as a defenceless creature at the mercy of an empty and cold Firmament. In 2015 Federica won the XXXVII edition of Matteo Olivero contest in the city of Saluzzo (Piedmont, Italy) and in 2017 she collaborated with the international literary review Beautiful Losers. In June 2019 she won a special prize in the international contest “Marchionni Pize”. In August 2019 she has been invited to exhibit her prints at Global Print Douro, Portugal. In October 2019 she exhibited in Premio Sulmona (Aq), Italy.

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