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Oblò | 2012


Quello che quest’installazione propone è uno sguardo in between, ovvero tra la vita e la morte, tra sopra e sotto, tra dentro e fuori le acque del mare. L’uomo che resta in superficie è ignaro del pericolo che può insidiarsi sott’acqua o forse è un falso pericolo. Il sole splende fino al tramonto, ma quando scendono le tenebre chissà se tutto sarà come l’abbiamo lasciato. Specularmente, sugli ultimi due oblò ci sono un super8 di un gruppo di nudisti in spiaggia (1971) – ancora nulla di nuovo sotto il sole – e sott’acqua delle scarpe perdute… Un naufragio di migranti o una nave da crociera, oppure le scarpe si sono semplicemente perdute in mare.L’oblò è un’apertura, un foro circolare di modeste dimensioni, realizzato su di una superficie di legno e tamponato da una lastra in vetro supportata da un telaio. A differenza di una finestra vera e propria, l’uso dell’oblò avviene in condizioni in cui sia necessario poter scrutare l’esterno senza esporsi troppo alle insidiosità che in determinati contesti l’ambiente può assumere.



dancing | 2015


Un ballo di gruppo in fondo al mare. Questo video è una immersione sul fondale sabbioso del mediterraneo dove alcune scarpe spaiate si ritrovano casualmente, forse dopo un naufragio forse solo spinte dalla corrente o per caso forse perdute. Le scarpe trasportate dalla marea inscenano una coreografia, si incontrano e si scontrano. Se c’è una metafora dietro a queste immagini potrebbe essere la metafora dei rapporti sociali che la danza offre. Queste scarpe rappresentano gli uomini, ognuna di essa è vissuta o ha vissuto, hanno un carattere e una personalità, tra di loro si instaurano rapporti casuali frutto della forza del mare del principio di Archimede e delle leggi della fisica. O forse sono solo scarpe perdute.



Colapesce | 2015


L’antica leggenda narra di un certo Cola di Messina, figlio di un pescatore, soprannominato Colapesce per la sua abilità nel muoversi in acqua; di ritorno dalle sue numerose immersioni in mare si soffermava a raccontare le meraviglie viste e, talvolta, a riportare tesori. La leggenda è stata trascritta e rielaborata da Italo Calvino. Questo video ne rappresenta un moderno punto di vista, tra dentro e fuori l’acqua uno sguardo a metà nella città che meglio avrebbe accolto Colapesce.


Note: The text above was written by the Artist. No modification was made by C.O.C.A.


Danilo Torre

Italy


Nel 1999 inizia a lavorare nel settore audiovisivo come montatore con gli allora innovativi e misteriosi sistemi digitali. Nel 2003 si diploma in montaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Cinema is the tool I favor to explain myself, I grew up between old analogical machines and the new technologies and I cannot give away the old system to build new images. Cinema and audiovisual culture are for me the main area for art works.


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